mandilo.com | .es | .it

Mercato immobiliare 2014.

Il trend futuro del mercato. Seconda parte.

La crisi del mercato immobiliare pare non trovare ancora una via di uscita, nonostante i proclami di molti centri studi e le ‘uscite’ di alcuni consulenti ‘esperti’ che già da ormai 5 anni, promettono che a breve tutto dovrebbe ripartire.

Nel corso della puntata scorsa, abbiamo cominciato a verificare i vari segmenti del mercato immobiliare che a causa della crisi presentano situazioni di difficoltà di vario genere.

La crisi del ‘mattone’ è una realtà e su questo, non ci sono dubbi, però, è importante evitare generalizzazioni, altrimenti, si rischia di non capire nulla di ciò che sta accadendo.

Oggi, analizzeremo i vari segmenti elencati nel corso del precedente post, con l’obiettivo di presentare le nicchie che meglio si adattano alle dinamiche attuali.

 3images

Mercato immobiliare 2014. In che direzione si andrà?

Vediamo ora segmento dopo segmento come potrebbero evolversi le singole dinamiche legate a questo settore.

Investire negli immobili commerciali.

I più colpiti sono i fondi commerciali situati nelle aree periferiche o semiperiferiche nelle città (grandi , medie o piccole).

Resistono gli immobili ad uso negozio nelle località vip e nelle principali vie dello shopping delle primarie città italiane (Roma, Milano, ecc.) anche se i valori di questi immobili sono sostanzialmente in calo ed il rendimento non è più ai livelli di 8/9 anni fa.

In questo particolare segmento, molte responsabilità per il calo di valore, vanno attribuite alla grande quantità di centri commerciali, aree outlet e similari, costruiti ed inaugurati in questi ultimi anni che hanno spinto moltissimi negozi a spostarsi in queste strutture e dall’altra, la crisi dei negozi tradizionali, con la chiusura quotidiana di centinaia di attività commerciali in tutta Italia.

Per quanto riguarda gli immobili ad uso ufficio, c’è da segnalare un forte calo nella domanda di queste proprietà, sia per uso acquisto che in locazione.

Le motivazioni sono sostanzialmente legate alla crisi economica che ha portato alla chiusura od al ridimensionamento di molte imprese e quindi, anche delle loro necessità di spazi lavorativi.

Oltre a queste cause, non dobbiamo però tralasciare la grande quantità di nuove costruzioni (palazzi, grattacieli, centri direzionali, ecc.) che in questi anni, nonostante la domanda fosse in calo sostante, sono stati messi sul mercato.

Un eccesso di offerta rispetto ad una domanda molto bassa.

Comprare capannoni industriali ed artigianali.

L’enorme quantità di capannoni industriali realizzati sino a 5 anni fa, ha di fatto coperto ogni tipo di richiesta, anche in quelle aree in cui questo tipo di immobile era meno presente.

Comprare dei capannoni ad uso investimento è oggi un azzardo a meno che i prezzi di vendita non siano del 35% o più inferiori rispetto all’attuale (non quello di 3 anni fa) valore di mercato.

Le quotazioni nei prossimi 24 mesi di questi immobili sono destinati nel complesso ancora a scendere, a causa della crisi economica che porta molte imprese a chiudere (e quindi a liberare i capannoni) od a ridimensionare le esigenze di spazio di molte attività.

C’è da dire che similarmente agli altri segmenti, anche nei capannoni, si è costruito tanto negli anni passati.

Per molti artigiani ed industriali, è stata anche un’occasione per investire nella realizzazione di nuove strutture proprio in una fase in cui il valore degli immobili era in crescita ed il costo del finanziamento (grazie al credito facile, alle agevolazioni tipo : Artigiancassa, cooperativa artigiana di garanzia o mediante l’accesso a somme a ‘fondo perduto’ provenienti da Finanziamenti Europei) spingeva all’acquisto anziché alla locazione.

Mercato immobiliare 2014. Investire nei box auto.

Come del resto abbiamo segnalato nel corso della puntata scorsa, anche questo comparto presenta un eccesso di offerta rispetto alla domanda.

I prezzi sono scesi del 20/30% rispetto al 2008 in media.

C’è da dire che in alcune aree il valore di questi immobili hanno tenuto maggiormente rispetto ad altre aree.

In generale possiamo dire che le quotazioni sono destinate a ridursi all’incirca di un altro 10% in media nei prossimi 3 anni rispetto ad oggi e questo, a causa anche delle nuove realizzazioni che sono state ultimate o sono attualmente in fase di realizzazione, relativamente a progetti di alcuni anni fa quando effettivamente c’era una maggiore richiesta di garage.

Si continua nella prossima parte.

Continua.

Altri articoli :

Speak Your Mind