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Come investire all’estero. Dove avviare un’attività.

Come scegliere un paese dove trasferirsi. Terza parte.

Ascoltando le motivazioni che spingono molte persone a trasferirsi all’estero ed avviare attività ed investire i propri risparmi, si riscontrano molte aspettative errate che sono basate su fragili convincimenti, talvolta derivanti da discorsi ascoltati da amici, da letture frettolose on line, da leggende metropolitane che nel tempo si sono rafforzate con il passaparola e che con il tempo si sono ampiamente distaccate dal senso vero delle cose.

Nel corso della puntata precedente, abbiamo elencato una serie di questi convincimenti per poterli approfondire nel corso di questo post.

 

La verità su molti luoghi comuni legati a trasferirsi in altri paesi per investire ed aprire delle attività di successo.

Riprendiamo ora le singole voci che abbiamo elencato nella puntata scorsa e cerchiamo di dare loro un significato reale e più ampio :

  • scappare dal nostro Paese per avviare un’attività all’estero perché altrove è tutto più facile e più rapido che in Italia.

    Sicuramente, esistono agevolazioni e semplificazioni in alcuni paesi che favoriscono più che in Italia l’apertura di attività ma nella maggior parte dei casi, in particolare in quelle nazioni in via di sviluppo oppure, in quelle aree che stanno ricevendo un forte impulso economico, i problemi legati all’apertura di nuove attività esistono eccome. Talvolta, questi aspetti sono diversi ma possono essere in certi casi anche più difficili. La burocrazia esiste in tutti i paesi e sicuramente : la Cina, Il Vietnam, il Brasile, Panama, la Moldavia, la Russia, ecc., giusto per fare qualche esempio, non sono certo luoghi con minor difficoltà, per un nuovo arrivato che cerca di aprire la sua impresa ed avviare delle attività economiche;

  • all’estero le tasse sulla casa e sul reddito sono sempre molto più bassi ed a volte inesistenti rispetto all’Italia.

    In Italia, le imposte sul reddito e sulle imprese sono elevatissime, sicuramente, fra le più alte del mondo. Questo, non significa che ovunque le imposte siano molto più basse. Nella Repubblica Domenicana, sono di poco inferiori al 30%, in Argentina la tassa sugli utili delle società è del 35%, in Indonesia siamo intorno al 32%, ecc.. Anche le tasse sugli immobili, esistono ovunque, anzi, è una delle imposte più diffuse.

  • investire in immobili, terreni ed imprese all’estero non è poi tanto complicato, basta andare su un sito di annunci e si trovano ovunque ristoranti, alberghi, terreni a prezzi eccezionali che in Italia te li scordi.

    Quante volte abbiamo letto di offerte incredibili in merito al costo dei terreni in Argentina e Paraguay o relativamente al prezzo di alcuni immobili in certe città della Romania, della Repubblica Domenicana o dell’Ucraina ma se poi nello specifico, andiamo a vedere la tipologia e la localizzazione di questi beni, ci rendiamo conto che non sempre è facile ed interessante gestire questi prodotti per uso investimento.

    Se invece guardiamo alle offerte relative alla vendita di ristoranti, hotel, fabbriche manifatturiere, aziende di servizi nei vari paesi del mondo, ed usciamo dal banale ragionamento : prezzo basso (paragonato al valore di un’attività equivalente in Italia) = (uguale) grande affare, ci accorgiamo che molte volte, questi business posti in vendita, non sempre sono remunerativi come ci vengono proposti (o come si preferisce credere) e le criticità legate alla gestione ed alla redditività, sono ben presenti e sarebbero anche evidenti se l’acquirente provasse ad approfondire queste informazioni e non si fermasse invece alle informazioni di facciata che dipingono un ‘mondo idilliaco’ senza rischi e con solo belle notizie;

Nella puntata prossima, terminiamo l’analisi con tutti gli altri punti elencati nella seconda parte, per poi passare all’ascolto della testimonianza diretta di alcuni protagonisti.

Continua.

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