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Investire nei vigneti. Comprare vigneti pregiati. Terza parte.

INVESTIRE NEL VINO

Benvenuti al terzo appuntamento con il reportage dedicato ad investire nel vino. Nella seconda parte del suddetto tema abbiamo esaminato la prima modalità di investimento in questa antichissima e rinomata bevanda, ovvero i vini d’annata. In questa terza parte proseguiremo parlando della seconda soluzione di investimento e cioè dell’acquisto di fondi che vengono destinati alla coltivazione della vite. L’acquisto di un vigneto rientra naturalmente in un tipico investimento immobiliare che, però, viene anche classificato come uno dei metodi di investimento nel vino.

 

ACQUISTARE UN VIGNETO: CARATTERISTICHE

Acquistando un vigneto, come già accennato al precedente paragrafo, si realizzano essenzialmente due cose: un investimento immobiliare e un’operazione agraria in cui si diviene proprietari di un fondo destinato alla coltivazione della pianta da cui si produce l’uva e poi il vino. Quest’ultimo particolare è di fondamentale importanza per realizzare un investimento remunerativo perché non tutti i vigneti hanno gli stessi risultati produttivi e non tutte le produzioni di vino sono così pregiate da consentire un ritorno economico dalla rivendita dello stesso vigneto o del prodotto finale. Se il vigneto viene acquistato per produrre e rivendere vino bisogna selezionare solo quelli su cui si coltivano le viti più pregiate e rinomate. Basta pensare che a tal proposito molti pensano di acquistare addirittura dei vigneti in Francia, Stato europeo tradizionalmente riconosciuto come uno dei più rinomati produttori di vini. Lo stesso parametro di “qualità” del vigneto si deve considerare nel caso dell’acquisto in Italia.

COSA CONSIDERARE PRIMA DELL’ACQUISTO

Nell’acquisto di un vigneto vanno anzitutto considerati dei parametri squisitamente agrari, ovvero la densità del fondo, i metodi di coltivazione, l’area in cui sorge, la specie coltivata, la quantità e qualità della produzione e condizione fitosanitaria. La densità del vigneto consiste nel numero di piante coltivate e nella loro distanza l’una dall’altra in rapporto alla superficie del fondo. La densità è diversa in base al tipo di vite e di vino che si vuole produrre. Nell’acquisto del vigneto a fini di investimento è, dunque, importante avere delle conoscenze agrarie di base o consultarsi con esperti del settore ed agronomi professionisti.

 

IL MERCATO

Investire acquistando un vigneto è considerato un investimento alternativo, sicuro e redditizio tanto quanto l’oro. Le quotazioni dei vigneti non si deprezzano nel tempo e anzi tendono a salire anche quando si registra un calo della domanda ( pochi compratori). I vigneti destinati alla produzione di vini prestigiosi possono raggiungere quotazioni stratosferiche, al pari di qualsiasi altro investimento immobiliare di lusso. Pure i piccoli vigneti di vini non famosi sembrano rendere bene poiché le loro quotazioni seguono il trend di crescita di quelli più “importanti”, anche se è difficile riuscire a ricollocare questi fondi per via del calo dei consumi dei vini comuni. Il budget da spendere per l’acquisto del vigneto dipenderà, dunque, dalle risorse finanziarie disponibili e dalle proprie aspettative di guadagno.

LE QUOTAZIONI

Le quotazioni dei vigneti sono strettamente legate alla fama dei vini prodotti e alla zona in cui sorgono. Basta pensare che un ettaro di vigneto per la produzione del Barolo costa tra 150 e 200 mila euro per ettaro. I vigneti delle colline senesi di Montalcino sono riusciti a raggiungere una quotazione di oltre 300 mila euro per ettaro. Con le suddette quotazioni, l’investimento in un vigneto famoso comporta una spesa che si aggira tra uno e tre milioni di euro, poiché, per una buona produzione di vino bisogna disporre di almeno dieci ettari di terreno. Se si acquista il vigneto per produrre vino bisogna anche considerare altri costi, come quelli della cantina e di tutte le altre cose che servono per lavorare e produrre la bevanda. Per “risparmiare” sulla spesa iniziale dell’investimento si potrebbe pensare all’acquisto di vigneti in quote, ma questa soluzione non sarà sempre praticabile perché l’Unione europea ha abolito le quote dei vigneti mantenendole solo fino al 2015. In Italia sarà possibile acquisire vigneti in quote fino al 2018.

QUOTE VIGNETI

Le quote dei vigneti non sono, come si potrebbe pensare, acquisti di fondi ripartiti tra più persone, ma dei diritti a reimpiantare la produzione di viti in un vigneto appartenente a un proprietario agricoltore. Queste quote si chiamano letteralmente “ diritti di reimpianto” e vennero introdotte nel 1978 per far fronte a degli squilibri produttivi che provocavano eccessi di produzione in alcune zone, a danno di altre. Il meccanismo funziona come le quote latte: il produttore, attraverso il diritto di reimpianto, viene autorizzato a piantare una determinata quantità di vigneto. Questo diritto è rappresentato da un documento che funge da vera e propria licenza che, a sua volta, può essere oggetto di compravendita. Per acquisire il diritto di reimpianto bisogna possedere specifici requisiti, tra cui quello di essere un agricoltore. Comunque, questa prassi è stata abolita perché ritenuta limitante della libera concorrenza. Senza le regole delle quote si potrebbe assistere alla proliferazione dei vigneti, proliferazione che non sappiano quanto potrà fare bene al mercato, mentre potrà servire agli investitori. La rivendita di un vigneto a fini di guadagno è da considerarsi un investimento di breve e medio periodo con un ritorno economico che avviene entro tre, cinque anni e rendimenti che variano in base al tipo di vigneto. Il rendimento dei vigneti, dal 2004 al 2009, è stato del 13%. I vigneti per la produzione dei grandi vini hanno addirittura registrato incrementi del 75%.

Fonti dei dati:

http://www.forumdiagraria.org/industria-enologica-f38/abolizione-quote-vigneti-t16844.html

http://ec.europa.eu/agriculture/capreform/wine/index_it.htm

http://www.poggioargentiera.com/2011/05/la-questione-della-liberalizzazione-dei-diritti-di-reimpianto-parte-i/

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-08-29/vigne-redditivita-crescente-080604_PRN.shtml

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

vinidimontagna.it

gabrielemontioni.blogspot.com

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