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Investire nei buoni fruttiferi postali. Quarta parte.

INVESTIMENTI SICURI : INVESTIRE NEI BUONI FRUTTIFERI POSTALI

Con questo articolo si conclude la nostra disamina sull’investimento nei buoni fruttiferi postali. Nelle precedenti puntate abbiamo descritto le caratteristiche di questo investimento, le diverse tipologie di buoni e il profilo fiscale degli stessi. Nella prima puntata del nostro reportage sul tema avevamo anche accennato alla differenza e convenienza tra i Buoni fruttiferi postali e i titoli di Stato limitandoci a dire che la convenienza dell’una o dell’altra soluzione di investimento era legata ai rendimenti offerti. Nessun analista finanziario sarà in grado di dire se sia più conveniente investire in buoni fruttiferi postali piuttosto che nei titoli di Stato. Per questo motivo abbiamo deciso di raccogliere diverse testimonianze, apparse su varie fonti web, che ci fanno capire meglio i vantaggi e gli svantaggi di un simile investimento.

 

BUONI FRUTTIFERI POSTALI: QUANTO CONVENGONO?

L’investimento nei buoni postali viene considerato tra i più sicuri e i meno rischiosi. Dirottare i propri risparmi su questi titoli conviene fino al punto in cui non ci si aspetta grandi rischi e nemmeno grandi risultati. Le recenti vicende dello Stato italiano, lo spread elevato tra BTP italiani e Bund tedeschi e, infine, il recente declassamento del rating nazionale da parte dell’agenzia Standard and Poor’s sta facendo fuggire i risparmiatori e gli investitori dai titoli pubblici per il temuto rischio di fallimento dello Stato. Ma come accade per ogni investimento, il rischio è sempre in agguato e siccome i Buoni Fruttiferi Postali sono emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti non si potrà mai escludere il rischio di un fallimento statale anche nel caso in cui i titoli siano a capitale garantito. La soluzione suggerita dagli analisti finanziari è quella di diversificare sempre le proprie scelte di investimento destinando solo una parte dei propri risparmi ai buoni fruttiferi e l’altra a diverse altre forme di investimento. Per ottenere rendimenti più alti i risparmiatori preferiscono puntare sui buoni postali indicizzati, ma non all’inflazione, bensì a determinati indici azionari che permettono di percepire dei premi periodici. Di questi BFP con premi periodici avevamo parlato proprio nella penultima parte del nostro reportage. L’interesse dei risparmiatori sui Buoni postali ha favorito anche la nascita di un’altra tipologia di buoni lanciati da Poste Italiane il 16 gennaio 2012. Si tratta di BFP7 Insieme.

 

BFP7 INSIEME: COSA SONO

I BFP7 Insieme sono dei buoni postali, con scadenza a 7 anni, che prevedono la corresponsione periodica del capitale investito. Questi titoli sono ideali per chi ama avere un flusso costante di denaro liquido da usare ogni anno. Il capitale verrà percepito periodicamente a partire dal primo anno e fino al sesto. Il settimo anno si incasseranno il capitale residuo e gli interessi maturati nel corso di tutta la durata dei titoli. Il tasso di rendimento lordo annuale dei BFP7 Insieme è del 4,50%, mentre il tasso netto è del 4%. Per ottenere un certo risultato da questo investimento bisogna mantenere i titoli fino alla scadenza. In caso di rimborso anticipato si riceverà il capitale residuo al netto dei flussi di capitale percepiti, ma senza interessi. Queste tipologie di buoni vengono emesse solo in forma dematerializzata con un taglio minimo di 1000 euro. La tabella riepilogativa delle condizioni economiche praticate su questi buoni è visualizzabile al sito di Poste Italiane e precisamente a questo link: http://www.poste.it/bancoposta/buonifruttiferipostali/BFP7insieme.html.

TAGLIO MINIMO BUONI FRUTTIFERI POSTALI

Per sottoscrivere i buoni fruttiferi postali bisogna impegnare una somma minima, detta taglio. I buoni fruttiferi postali possono avere dei tagli minimi differenti che variano in base alla loro tipologia e alla forma in cui sono emessi. I Buoni fruttiferi ordinari, i BFPDiciottomesi, BFPDiciottomesi Plus, i BFP3x4 possono essere emessi sia in forma cartacea che dematerializzata. Il taglio minimo per sottoscrivere i buoni cartacei è di 50 euro, mentre per i buoni dematerializzati è di 250 euro. I Buoni postali dedicati ai minori sono emessi solo in forma cartacea con un taglio minimo di 50 euro. I buoni indicizzati vengono emessi solo in forma dematerializzata, con tagli minimi di 250 euro. Il taglio minimo più alto è quello per i BFP7 Insieme, ma, probabilmente, tale impegno finanziario è giustificato dalla necessità di poter percepire periodicamente una parte del capitale sottoscritto. Gli importi da investire nei buoni fruttiferi postali si possono aumentare conteggiando multipli da 50 per i buoni cartacei e da 250 per quelli dematerializzati a esclusione dei BFP7 Insieme dove i multipli saranno sempre di 1000 euro.

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

borsaedintorni.it

mondofinanzablog.com

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  1. Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….

    Investimenti sicuri : investire nei buoni postali. Buona lettura….

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